• 20 settembre
Tutti in visita con la Scuola Opere 2008
La Scuola Opere 2008 prosegue il 20 settembre con due occasioni di visita: una presso la Comunità Pinocchio di Brescia, che si occupa di accoglienza a tossicodipendenti; l’altra alla Cooperativa Solidarietà e Intrapresa di Forlì che promuove percorsi di inserimento lavorativo per disabili.
L’edizione 2008 della Scuola Opere di Carità, organizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e CDO Impresa Sociale, ha per titolo “La Carità sarà sempre necessaria” (per scaricare il programma clicca qui).
A introdurre il tema è lo stesso Presidente di CDO Impresa Sociale, Antonio Mandelli, che lo spiega così:
“Siamo arrivati al quinto anno della Scuola ed è sempre più vivo e chiaro il motivo che ci ha spinto a farla nascere: solo un soggetto cosciente di cosa sia la carità può adeguatamente impegnarsi in imprese sociali e opere di carità di servizio alla persona”. È per questo motivo che la Scuola costituisce lo strumento più efficace che CDO Impresa Sociale può offrire ai propri associati “poiché rappresenta un aiuto concreto contro il rischio di consumarsi nella conduzione della propria opera e di ripiegarsi in un efficientismo che alla fine ti ricatta”.
“Al centro c’è l’io di chi fa l’opera – prosegue Antonio Mandelli – ed è ad esso che si rivolge questa iniziativa che vuole aiutare ciascuno a giudicare ciò che accade nel lavoro nella propria realtà, per sperimentare la vita nell’opera come esperienza personale di soddisfazione. Questo, del resto, è vero per tutti, sia per chi è nel profit sia per chi è nel non profit: non ci sono distinzioni”.
La prossima edizione della Scuola Opere di carità si presenta anche con un’importante novità nella formula: oltre alle normali lezioni, che avranno per argomento la presentazione della vita, del lavoro e delle problematiche di alcune realtà non profit, sono previste anche delle visite in alcune opere sociali associate a CDO Impresa Sociale. “Infatti – spiega Mandelli – se tutto ha origine da un confronto sull’esperienza, non si può che partire da esempi dove si possano osservare in azione i contenuti emersi nelle passate edizioni e quelli che emergeranno”. Gli appuntamenti della scuola saranno suddivisi in un programma di formazione base e in uno specialistico. “Si tratta di un lavoro che intende giudicare tutti gli aspetti di un’opera, dalla forma giuridica fino alla modalità con cui si imposta il rapporto con gli operatori, perché all’origine c’è la preoccupazione che chi vi lavora in un’opera una coscienza di sé adeguata a quello che desidera e a quello che desiderano le persone che con l’opera vengono in contatto seppur per un bisogno particolare”. E se è così, c’è da imparare per tutti, anche per chi si occupa di Imprese Sociali da tanti anni: “Dalle passate edizioni ho imparato che per fare un’opera di carità occorre un io che si concepisca non come fatto da sé bensì come dato, e che per questa ragione è aperto agli altri – conclude Mandelli – Per me è stato un cambiamento di mentalità significativo, tant’è che se dovessi fare oggi un’impresa, anche profit, la farei sicuramente meglio e diversa da come l’avrei fatta prima di iniziare il lavoro della Scuola Opere di Carità”.