Prosegue il progetto Facility Manager di CDO Opere Sociali
A giudicare dagli appuntamenti di questi mesi e da quelli in calendario per i prossimi, il Progetto Facility Manager – progetto finanziato ai sensi dell'art. 12, comma 3, della legge del 7 dicembre 2000, n.383 – Direttiva 2007 –, è tutt'altro che una pratica amministrativa e burocratica, la semplice stesura di un nuovo data base. Quel che per ora affiora dalla paziente attività di chi ha partecipato alla fase istruttoria e ad una prima fase operativa, è il fatto che si stanno incentivando le attività di rete in aree omogenee , rilanciando così le attività dei Tavoli, e nello stesso tempo di mettere in ordine uno strumento più utile di un elenco di dati accumulati nel tempo
Il progetto dispone di risorse che fanno crescere un ambito finalizzato soprattutto a consolidare rapporti tra coloro che vi partecipano. L'ossatura di questa trama è costituita da referenti e coordinatori. In particolare sono state individuate, oltre all'equipe di CDO OS, le seguenti responsabilità: Domenico Pietrantonio , volontario Comitato Tecnico Scientifico; Walter Sabattoli , Referente tavolo facility manager area dipendenze e psichiatria; Antonello Bolis , Responsabile tavolo facility manager area disabili; Mariagrazia Figini , Referente tavolo facility manager area famiglia e minori; Chiara Banci , Coordinatore tavolo facility manager area carcerati e cittadini stranieri; Antonio Davide Miotto , Coordinatore tavolo facility manager area disabili; Monica Favalli , Coordinatore tavolo facility manager area dipendenza; Ian Farina Coordinatore tavolo facility manager area famiglia e minori.
Un elenco di nomi di cui prendere nota sin d'ora per potersi confrontare, e per rispondere – portando suggerimenti e aderendo - alle proposte nate all'interno dei vari tavoli. Per esempio compito di queste persone è quello di pianificare ed organizzazione una serie di workshop . Eventi di questo tipo saranno in totale 30.
È uno dei modi attraverso i quali si intende rispondere alla richieste dei soci, e renderli partecipi anche del lavoro dei tavoli. Il gruppo iniziale del tavolo minori e famiglia e degli altri 5 costituiscono il punto di partenza per attivare un lavoro comune, ma specifico. Nei gruppi di lavoro però può intervenire qualsiasi socio voglia condividere strumenti, modalità e innovazioni . Tutti sono stati avvisati e verranno sempre avvisati. (Anche il data base che si sta costruendo permetterà di coinvolgere in modo più mirato i soci). Per restare aggiornati per ora sono già attive modalità in parte già anticipate: sito, newsletter, mail….
Certo è che la modalità più efficace è ancora il coinvolgimento personale. In questi anni la collaborazione tra ONP omogenee – che hanno lo stesso target di utenti e la stessa area di intervento – è scattata sempre in modo concreto, per risolvere problemi contingenti . Anche la condivisione di motivi ideali ha spinto molti ad uscire dalla propria organizzazione per incontrare altri. Nessun progetto a tavolino. Nemmeno il Facility Manager. |
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